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La protesta con fiaccole e cartelli anti-fisco e malapolitica "AIUTIAMOCI … PRIMA CHE L'IMPRESA FINISCA"

Protesta di commercianti, imprenditori e sindacati, venerdì 5 aprile, alla sera, contro tasse, burocrazia e malapolitica.

Dopo aver bruciato le tessere elettorali, gli imprenditori del terziario hanno indossato magliette con la scritta PER LORO SIAMO SOLO CODICI A BARRE, mostrando cartelli e accendendo fiaccole. Poi un minuto di silenzio per gli imprenditori suicidi.


La pioggia caduta abbondante tutto il giorno non è bastata a far spegnere la rabbia della protesta dei commercianti e delle piccole e medie imprese della provincia. Un vero grido di aiuto, quello lanciato dalla Confcommercio di Pordenone (presenze anche da Venezia e Padova, Portogruaro, Vittorio Veneto e una rappresentanza del Tea Party del Veneto), rivolto soprattutto alla cattiva politica.


E come ha spiegato il direttore dell’Ascom-Confcommercio, Massimo Giordano, la politica fra l’altro è colpevole di aver fatto leva sulla tassazione “che sfiora il 70% e che ha fatto precipitare i consumi indietro di vent’anni”.
Il presidente Alberto Marchiori, a Milano, in un video messaggio ha elencato le richieste e attaccato l’attuale vuoto politico e decisionale.
Anche il sindaco sul palco con Mauro Agricola in rappresentanza della Cgil, Cisl e Uil, nonché il presidente di Unindustria Michelangelo Agrusti che ha detto “scriverò agli associati affinché in questi tempi estremamente difficili spendano nei negozi del territorio”. Idilia Pajer, presidente dell’Associazione Antiusura Federfriuli, ha ribadito che “imprenditori e dipendenti sono una sola identità e che la stretta al credito e il rullo compresso di Equitalia hanno portato tanti imprenditori a pagare anche con la vita”. Altro intervento quello di Carlo Sandrin del Tea Party del Veneto.


Poi le testimonianze arrabbiate e dette con il cuore, di quattro imprenditori: Tiziana Favero (albergatrice), Enrico Focone (esercente pubblico), Maurizio Fioretti (abbigliamento) e Mauro Cipolat Mis (ferramenta).
Il grido di aiuto di Focone è stato “Fare impresa non è un reato! Noi abbiamo scelto di pedalare la bicicletta, ma lasciateci fare altrimenti scenderemo con i forconi”.    
 

Nelle foto: alcune immagini della manifestazione

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