Presenti, oltre al presidente di Confcommercio Fvg e di Confcommercio Gorizia, Gianluca Madriz, Sergio Emidio Bini Assessore alle attività produttive e turismo Regione Friuli Venezia Giulia, Fabio Pillon di Confcommercio Pordenone, Patrizia Verde di Confcommercio Trieste e Antonio Dalla Mora di Confcommercio Udine.
I dati del quarto trimestre 2025 delineano un quadro di "cauta fiducia", oscurato però dalle recenti tensioni internazionali che rischiano di alimentare nuovi shock su costi energetici e materie prime.I numeri della congiuntura
Dopo l'inizio delle recenti tensioni, l'indicatore della fiducia delle imprese è sceso da 55 a 53 punti. Preoccupa soprattutto il fronte dei prezzi: se a fine febbraio il 33% delle imprese temeva un aumento dei costi dai fornitori, oggi tale quota è balzata al 50%. Sul fronte dei ricavi, l'indicatore si attesta a quota 50, con un lieve incremento della percezione di peggioramento.
- Accesso al credito e investimenti.
Il Friuli Venezia Giulia si conferma un'isola felice per quanto riguarda il rapporto con le banche: il 63% delle imprese vede accolte interamente le proprie richieste di finanziamento, un dato sensibilmente superiore al 49% della media nazionale. Significativa anche la propensione all'investimento: il 38,5% delle aziende del terziario regionale ha richiesto credito per innovare e crescere.
- La sfida dell'attrattività per i giovani
Un focus specifico è stato dedicato al ricambio generazionale. Il settore è percepito come un'opportunità reale solo se l'azienda è capace di valorizzare il talento (33%), mentre resta forte il timore della precarietà, specialmente nel turismo. "Rendere il terziario più attrattivo non è solo una questione occupazionale, ma una scelta strategica", ha commentato Confcommercio Fvg, invocando incentivi fiscali e programmi di formazione strutturati.
- L’appello alle Istituzioni
Il presidente regionale Gianluca Madriz ha lanciato un appello chiaro a Roma e Bruxelles: "È fondamentale mettere in campo strumenti tempestivi per contenere eventuali nuovi shock sui costi. Le imprese sono pronte a fare la loro parte, ma servono stabilità e rapidità decisionale".
