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Ratifica dell’adesione dell’Italia alla convenzione di Vienna

Il 6 ottobre scorso il Governo ha presentato alla Camera dei Deputati il disegno di legge recante "Adesione della Repubblica Italiana alla Convenzione sul controllo e la marchiatura degli oggetti in metalli preziosi, con Allegati, fatta a Vienna il 15 novembre 1972".


Il provvedimento, AC 3307, è stato assegnato in data 25 ottobre alla III Commissione Permanente "Affari Esteri e Comunitari", in sede referente. La Convenzione che l’Italia si appresta a sottoscrivere è un importante strumento di semplificazione delle procedure doganali.


Attraverso la certificazione del rispetto degli standard tecnici in essa previsti gli Stati aderenti consentono la libera immissione sul proprio mercato dei prodotti orafi senza richiedere ulteriori controlli o marchiature.


In materia di internazionalizzazione Federpreziosi, unitamente alle altre organizzazioni di categoria, aveva lanciato un appello nel settembre 2020 nel corso di un incontro a Vicenza con l’allora Ministro degli esteri Luigi Di Maio per sensibilizzare il governo a un intervento concreto per l’abbattimento delle barriere che impediscono la commercializzazione diretta dei prodotti orafo gioiellieri Made in Italy verso i mercati esteri. Tra i punti era indicata la richiesta di ratifica dell’adesione alla Convenzione.


L’Italia sarà il 22° Paese membro a sottoscrivere il documento assieme a: Austria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Ungheria, Irlanda, Israele, Lettonia, Lituania, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Svizzera.


Nella pratica, la Convenzione ha lo scopo di “facilitare il commercio internazionale degli oggetti in metalli preziosi, garantendo, nel contempo, un’adeguata tutela del consumatore, considerata la particolare natura di tali prodotti” e il suo ambito è strettamente limitato al controllo del contenuto di metallo prezioso, non alla salubrità, alla sicurezza o ad altri aspetti degli oggetti stessi.


A tale scopo, la Convenzione ha introdotto il primo marchio di garanzia internazionale – il marchio comune di controllo (Common Control Mark) – che indica il tipo di metallo prezioso e il titolo.


Gli Stati che aderiscono alla Convenzione consentono che le merci contrassegnate con il marchio comune di controllo circolino nel proprio territorio senza ulteriori prove di controllo e marcature (solo nel caso di prodotti idonei per il mercato interno).


Le motivazioni che hanno indotto gli Stati contraenti a sottoscrivere la Convenzione possono essere così riassunte:

  • facilitare il commercio internazionale di oggetti in metalli preziosi;
  • mantenere un adeguato grado di tutela dei consumatori;
  • favorire l’armonizzazione dei parametri normativi e delle regole tecniche nonché delle linee guida per i metodi e le procedure di controllo e marchiatura degli oggetti in metalli preziosi;
  • promuovere e mantenere la cooperazione tra le autorità nazionali competenti in materia.


Il Disegno di legge prevede che il Marchio Comune di Controllo venga apposto, per l’Italia, dai Laboratorio Saggio Metalli preziosi del sistema camerale.


Le Camere di Commercio dei tre distretti orafi di Alessandria, Arezzo e Vicenza, si sono già rese parte attiva per avviare il servizio di marchiatura per le imprese non appena l’adesione dell’Italia diventerà operativa.


La produzione italiana sarà identificata dal simbolo dell’Italia Turrita.


Ulteriori aggiornamenti relativi all’iter legislativo saranno prontamente comunicati unitamente alle procedure il sistema camerale in materia porrà in essere.

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