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606 FEI - DECRETO MIN SAL 26.07.19 - Avvertenze in etichetta per integratori alimentari contenenti estratti e preparati di curcuma

In allegato su Documenti il nuovo decreto dirigenziale del Ministero della salute 26 luglio 2019 e la relativa nota n.50147-P-26-07-2019, che prevede una avvertenza specifica da apporre sulle confezioni di integratori alimentari contenenti estratti e preparati del genere Curcuma:
"In caso di alterazioni della funzione epatica, biliare o di calcolosi delle vie biliari, l'uso del prodotto è sconsigliato. Se si stanno assumendo farmaci, è opportuno sentire il parere del medico".


L’elenco è affiancato dalle indicazioni di riferimento per gli effetti fisiologici delle linee guida ministeriali in materia, che non fanno parte del DM 10 agosto 2018 e successive modifiche e che sono state ridotte per le piante del genere Curcuma.


Resta fermo che sostanze, preparati ed estratti ottenuti dalle piante elencate ma privi di una storia di consumo significativo si configurano come novel food ai sensi del regolamento (UE) 2015/2283.


Le etichette degli integratori alimentari contenenti estratti e preparati del genere Curcuma dovranno essere conformi con le disposizioni del decreto dirigenziale del 26.06.2019 non oltre il 31dicembre 2019.


Tale prescrizione obbligatoria riguarda anche i prodotti già immessi sul mercato.


Si prega pertanto di contattare i propri fornitori per condividere le modalità di aggiornamento dell'etichettatura sulle confezioni già in possesso e verificare che per i prossimi ordini l'etichettatura sia stata adeguata al nuovo decreto dirigenziale.


Si ribadisce inoltre che sono state eliminate dalle linee guida ministeriali sugli effetti fisiologici ammessi per estratti e preparati di piante del genere Curcuma le indicazioni riferite alla "funzione epatica", alla "funzione digestiva" e alla "funzionalità del sistema digerente" che quindi non potranno essere più utilizzate.
Il Ministero precisa inoltre che non potrà essere definito come "estratto" un ingrediente costituito da una sostanza predefinita, come nel caso di "estratti" costituiti dal 95% da curcumina. In tali casi la sostanza non rappresenta l'"estratto" ma bensi l'ingrediente da riportare nel relativo elenco (in etichetta), che può essere seguito dall'indicazione della fonte di provenienza es. "curcumina da Curcuma longa".
In ogni caso l' "ingrediente" deve aver fatto registrare una storia di consumo significativo, altrimenti va trattato come "novel food" e in tal caso non può essere utilizzato (es. curcumina sinterica).

 

Nota importante: il Ministero precisa che nel momento in cui immette un integratore alimentare in commercio, l'OSA si assume la responsabilità di garantire che il prodotto sia conforme a tutte le disposizioni della legislazione alimentare applicabile e che pertanto non contiene novel food nella sua composizione. Raccomandazioni peraltro già largamente diffuse dalla nostra Federazione di categoria. Nel caso in esame l'aggiunta della curcumina di origine sintetica negli integratori oggetti dei vari richiami potrebbe comportare il reato di frode in commercio. Nel caso in cui la sostanza non autorizzata fosse anche pericolosa per la salute il reato sarebbe quello di "frode tossica" ed eventuali ulteriori aggravanti.

 

Alla luce di quanto espresso si invitano i Soci a prestare la massima attenzione all'etichettatura degli integratori alimentari posti in commercio, a richiedere in caso di dubbio spiegazioni e certificazioni alle aziende produttrici, a rivolgersi alla F.E.I. in caso di contenziosi irrisolti.
Allo stato attuale, non essendo stata riscontrata negli integratori alimentari oggetto dei richiami la presenza di sostanze pericolose per la salute ma esclusivamente in taluni campioni la presenza di curcumina sintetica, il gruppo di esperti del Ministero della salute ha concluso che le cause riconducibili ai diversi episodi di epatite colestatica siano riconducibili a particolari condizioni di suscettibilità individuale (idiosincrasia), di alterazioni preesistenti, anche latenti, della funzione epato-biliare, di calcolosi biliare o anche alla concomitante assunzione di farmaci.

La situazione continuerà ad essere seguita con attenzione in relazione all’emergere di eventuali nuovi elementi o dati scientifici da considerare al fine di tutelare la sicurezza dei consumatori.

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